Canzoni nell’iPod di Barack Obama: musica classica ma anche rap. E piovono critiche

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In un’intervista al magazine Rolling Stone, Barack Obama ha svelato ai lettori le canzoni presenti sul suo iPod: brani di musica classica, jazz e rock, ma anche il rap esplicito di Jay-Z, Lil Wayne e Nas. E su quest’ultima scelta è divampata una polemica mica da poco…
Ebbene sì, Obama vuole sentirsi sempre più vicino agli americani, sia adulti che ragazzi, anche a livello di gusti musicali. Nell’intervista ha infatti raccontato di ascoltare mostri sacri comeMaria Callas, Bob Dylan, John Coltrane, Stevie Wonder, Rolling Stones e di essersi recentemente avvicinato a nuove tendenze, più popolari e giovanili, contenute nei brani di Jay-Z, Lil Wayne ed altri rapper. Ma la cosa non è piaciuta a tutti.
A criticare i nuovi gusti di Obama non è stato un rappresentante della destra reazionaria ma Thomas Chatterton Williams, un intellettuale afroamericano da sempre in guerra contro il rap, che definisce come la ‘peggiore sottocultura, il veicolo di tutti i comportamenti autodistruttivi dei giovani neri, il Verbo che li condanna per sempre a un ghetto’. Williams ha anche aspramente criticato la recente visita di Jay-Z alla dimora presidenziale: ‘Jay-Z alla Casa Bianca? E’ come se un presidente bianco avesse invitato Marilyn Manson’, chiosando con un inequivocabile ‘Quella musica non è degna di un leader’.
In effetti nei testi dei rapper afroamericani le donne vengono spesso e volentieri chiamate bitch, si esaltano realtà basate sulla droga e l’illegalità, si parla di prigione, di stupri e di rapine, e non come fatti sociali ma come stili di vita da seguire.
Di certo frasi come ‘Guardami mamma, sto girando un filmino porno con un paio di put**ne sconosciute’ oppure ‘Prendi un passamontagna e una pistola, prepariamoci la via di fuga, un po’ di nastro adesivo e si va in quella casa a rapinare’, contenute in brani degli artisti sopra citati, non dovrebbero rientrare nelle preferenze di un Presidente degli Stati Uniti. Questo però non significa che un attento politico debba ignorare un genere musicale come il rap seguito e apprezzato da milioni di giovani del suo paese, perché equivarrebbe a una dichiarazione di disinteresse verso un certo tipo di tematiche giovanili.
gio 07/10/2010 da Francesca Rendano in ipod.



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