Red Hot Chili Peppers: nuovo album al sapore di Lsd

I Red Hot Chili Peppers si espongono riguardo ai nuovi progetti discografici in cantiere e lanciano anticipazioni sul nuovo album, che al momento sembra possedere un’ispirazione al sapore di Lsd. Come mai? La band ha rivelato il nome provvisorio del nuovo disco su cui gli artisti starebbero attualmente lavorando: un titolo con una bizzarra storia alle spalle. I Red Hot Chili Peppers hanno infatti rivelato che come titolo provvisorio per il nuovo album hanno scelto Dr Johnny Skinz’s disproportionately rambunctious polar express machine-head: il nome, decisamente poco breve e mnemonicamente duttile, sarebbe stato suggerito al gruppo da un amico, colpito da un’illuminazione dopo aver assunto Lsd. La band nel frattempo sembra essersi rinchiusa negli studi di registrazione, dove progetta di ultimare a breve le tracce per il nuovo, onirico, disco.
I Red Hot Chili Peppers avevano progettato un album per il 2010, ma ora sembrano essere seriamente intenzionati a mantenere le promesse.
L’altisonante e vagamente surreale Dr Johnny Skinz’s disproportionately rambunctious polar express machine-head è il titolo provvisorio scelto dalla band per il nuovo lavoro, che prende spunto dall’illuminazione da un amico del gruppo in un momento catartico dopo l’assunzione di Lsd.
‘È andata proprio così questo nostro amico ci stava raccontando di questo trip che ebbe dopo aver assunto un acido’ ha spiegato durante un’intevista il cantante Anthony Kiedis, raccontando: ‘Ci raccontò di aver suonato dal vivo uno show sold-out per tutto l’universo e che la sua hit di punta era appunto intitolata Dr Johnny Skinz’s disproportionately rambunctious polar express machine-head’.
Il frontman ha colto l’occasione per parlare della situazione della band dopo l’ennesima fuga del chitarrista John Frusciante: ‘Le prime prove non sono state granché, ma in questo nuovo disco un buon numero di canzoni sono state concepite come mai ci era successo prima. Questo soprattutto grazie alle nuove conoscenze di Flea che, oltre ad aver studiato armonia, ha anche imparato a suonare il pianoforte, in ambito teorico-musicale: grazie alla sua competenza, siamo riusciti ad esplorare i processi creativi con un pizzico di precisione in più‘.
mer 23/02/2011 da Maddalena De Bernardi


















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