Sanremo 2011: canzoni per la serata dei 150 anni

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Siamo giunti alla terza puntata del Festival di Sanremo 2011, la serata che celebra ufficialmente i 150 dell’Unità d’Italia.
Stasera si esibiranno tutti quanti: i dieci cantanti pronti per la finale, i quattro eliminati nelle serate precedenti – due dei quali verranno ripescati – e l’attesissimo Gianni Morandi.
La puntata di stasera è forse la vera scommessa del Festival di Sanremo 2011: i cantanti in gara dovranno interpretare una canzone ’storica’, simbolo di un periodo storico importante per il nostro Paese e quindi entrata nell’immaginario di tutti.

Al di là delle polemiche dei mesi scorsi – l’interpretazione di ‘Giovinezza‘, l’inno fascista, è stata prima inserita in scaletta e poi ritirata – il rischio di questa sera è che le canzoni non siano così attuali e conosciute da intrattenere a sufficienza il pubblico, virando inesorabilmente verso la noia e quindi il crollo degli ascolti.

Sarebbe un vero peccato.

L’unica certezza di stasera è la’eccezionale presenza di Roberto Benigni, che spiegherà l’inno di Mameli al pubblico italiano.
Diamo un’occhiata a questo punto alle canzoni in gara, seguite da una breve descrizione.

Mille Lire Al Mese – Patty Pravo
: nel 1939 va molto di moda la canzone di Gilberto Mazzi, la cui versione successiva di Natalino Otto passa alla storia. In pieno fascismo, il pezzo evoca la tranquillità e la stabilità che il regime poteva dare all’Italia. Il pezzo fu comunque snobbato dal Duce per le sue influenze jazz, troppo poco italiche.

Il Mio Canto Libero – Nathalie
: tributo a uno dei cantanti simbolo del pop, Lucio Battisti. Nel 1973 la canzone schizza al primo posto in hit parade, a rappresentare uno dei periodi più intensi della musica leggera italiana.

‘O Surdato ‘Nnamurato– Roberto Vecchioni: ‘Il soldato innamorato’ è una della canzoni più popolari, soprattutto all’estero, della cultura musicale italiana. La canzone descrive la tristezza di un soldato che combatte al fronte durante la Prima guerra mondiale e che soffre per la lontananza dalla donna di cui è innamorato.

Il Cielo In Una Stanza – Giusy Ferreri: pezzo datato 1960, cantato da Mina e scritto da un giovanissimo Gino Paoli, non ancora iscritto alla SIAE. Sono gli anni delle radioline sulle spiagge, dei lenti davanti al juke box e il ricordo della Seconda Guerra Mondiale sembra essere definitivamente sepolto.

La notte dell’Addio – Luca Madonia e Franco Battiato: siamo nel 1966 e la protagonista è un’altra icona della musica leggera italiana, Iva Zanicchi. Forse è il pezzo che sentito di più il passare del tempo, fra i 14 proposti.

Mamma Mia Dammi Cento Lire – Max Pezzali: siamo alla fine del 1800 e l’ondata di emigrazione in America è molto forte. Scritta nel 1850 per celebrare la morte di una ragazza che scappa di casa per amore, viene successivamente riadattata per rendere onore a chi parte in cerca di fortuna.

Parlami D’amore Mariù – La Crus: un’altra canzone legata al trentennio fascista, uno dei classici dell’amore desiderato, arrivato fino ai nostri giorni. I sentimenti sono quelli semplici, tipici di quel periodo storico musicale.

‘O Sole Mio – Anna Oxa: è la canzone simbolo dell’Italia nel mondo. Vanta innumerevoli interpretazioni, spesso messe in scena da artisti internazionali, anche se il suo pezzo originale del 1898 non fruttò una lira ai suoi compositori. Un monumento all’Italia.

Here’s To You – Modà ed Emma
: titolo completo ‘Here’s to you: Nicola & Bart’, dove ‘Nicola’ è Nicola Sacco e ‘Bart’ è Bartolomeno Vanzetti, i due italiani giustiziati sulla sedia elettrica negli anni ‘20 in America per le loro posizioni politiche. Nel 1977 furono ufficialmente riabilitati dalle accuse di omicidio e dichiarati innocenti.

L’Italiano – Tricarico: tra le cinque canzoni italiane più popolari di tutti i tempi, con un successo eccezionale nell’Est Europeo. Viaggia su una linea sottile che divide la musica trash anni ‘80 e gli affreschi meglio riusciti degli ultimi 100 anni. L’autore è naturalmente Toto Cutugno.

Và Pensiero– Al Bano: è uno dei cori più noti della storia dell’opera, collocato nella parte terza del Nabucco di Giuseppe Verdi (1842), dove viene cantato dagli Ebrei prigionieri in Babilonia. Inno della Padania, secondo la Lega Nord.

Mamma– Anna Tatangelo: canzone del 1940 affidata all’ugola d’oro di Beniamino Gigli, composta dalla coppia Bixio-Cherubini, i ‘Mogol degli anni ‘30′. Inno alla mamma, vera protagonista della canzone italiana d’ogni tempo.

Addio Mia Bella Addio – Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario: la canzone simbolo del Risorgimento italiano e quindi dell’Italia unita. A dispetto della natura decisamente non popolare del testo, per i soldati di allora questa canzone doveva servire a comunicarsi con la patria alla quale si voleva bene ‘come alla mamma e alla fidanzata’.

Viva L’italia – Davide Van De Sfroos: Francesco De Gregori pubblica album e singolo nel 1979. ‘Viva l’Italia’ rappresenta il campionario completo di vizi e virtù nostrani, l’Italia dimenticata e da dimenticare.

gio 17/02/2011 da MikeLazzaro in cover.

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