Tony Bennett e i Duets: da Amy Winehouse a Lady Gaga, storia di Nonno Swing

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Tony Bennett: 85 anni e ancora domina le classifiche con Duets II, contenente un duetto con Lady Gaga, uno postumo con Amy Winehouse e molte altre collaborazioni.

L’espressione un artista d’altri tempi, nel suo caso, è quanto mai azzeccata: quello che all’anagrafe è registrato come Anthony Dominick Benedetto, classe 1926, è infatti l’ultimo grande crooner americano. Il crooner, per intenderci, non è quella figura dei paesi anglosassoni – tanto nominato in film e telefilm – paragonabile al nostro medico legale. Quello è il coroner. Il crooner è un cantante specializzato in canzoni melodiche, spesso quasi sussurrate, nata nel Novecento, subito dopo l’avvento del microfono. Grandi crooner sono stati Dean Martin o Frank Sinatra. L’ultimo è lui: Tony Bennett.

Di origini calabresi, Bennett può essere considerato come il cantante vivente più anziano con il disco più venduto: Duets II, pubblicato all’età di 85 anni, domina le chart 2011. Ma la sua è una lunga strada, dato che Bennett, di origini calabresi, approda nelle classifiche USA negli anni Cinquanta con Because of You.

Poi arriva il Rock ‘N’ Roll, e il mondo cambia. Ma non cambia Tony Bennett, che pur contaminando la sua musica con le nuove sonorità più in voga, riesce comunque a mantenere il caratteristico tratto vellutato. Di questo periodo sono successi come The Beat of My Heart e l’esordio televisivo con il Tony Bennett Show.

Negli anni Settanta arrivano nell’ordine una crisi coniugale, il divorzio, un nuovo matrimonio e due figlie. Alti e bassi nella vita privata, e soprattutto bassi in quella artistica: il passaggio di etichetta – dalla Columbia alla MGM – non sembra essere una scelta azzeccata, e il crooner finisce a esibirsi solamente nei casinò di Las Vegas, con un conseguente crollo di immagine. Arriva quindi una crisi artistica, e dato che i problemi arrivano sempre in coppia, ecco arrivare anche la tossicodipendenza. Bennett si infila a senso unico nel tunnel della droga, e rischia di lasciarci la pelle per un’overdose di cocaina. Ma riesce a uscirne, e negli anni Ottanta riesce anche a uscire dai casinò con un nuovo contratto con Columbia e l’album The Art of Excellence, contenente successi come How Do You Keep the Music Playing.

Durante gli anni Novanta, un mercato saturato da suoni urlati, apre la porta al ritorno della grande canzone americana. Tony Bennett ne approfitta al volo, e se la porta era socchiusa, lui la sfonda a spallate: appare così in tutte le trasmissioni televisive di maggior successo e duetta con star dell’epoca come Red Hot Chilli Peppers o Elvis Costello.

Arriva il Ventunesimo Secolo, e arrivano gli 80 anni di Tony Bennett. Nel 2006, per il suo compleanno, il mondo dello spettacolo gli rende omaggio, e lui rende omaggio al mondo intero pubblicando Duets: An American Classic, che gli frutta due Grammy. Nell’album, l’artista duetta con Barbra Streisand, Stevie Wonder e molti altri.

Eccoci al 2011: Tony ha 85 anni, ma la stessa voglia di quando ha iniziato. Esce un nuovo album di collaborazioni, Duets II, in cui appaiono – fra gli altri – Lady Gaga, Andrea Bocelli, ma soprattutto la compianta Amy Winehouse. Ed è ancora primo in classifica, a coronare 60 anni di meritati successi. E non resta quindi che levarsi il cappello di fronte all’ultimo grande crooner.

lun 28/11/2011 da Saverio Trombazzi

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